Multe ai pedoni fino a 160€: cosa cambia con il nuovo codice della strada

Attraversare sulle strisce non basta più, se lo si fa guardando il telefono, sbucando all’improvviso o ignorando il semaforo. Con il nuovo codice della strada torna al centro un punto spesso dimenticato: anche i pedoni possono essere multati.
Quando si parla di sicurezza stradale, l’attenzione va quasi sempre ad automobilisti, motociclisti e monopattini. Eppure il Codice della Strada contiene da tempo regole precise anche per chi si muove a piedi. La novità non è che il pedone diventi “colpevole” per definizione, ma che i comportamenti scorretti vengano guardati con più severità, anche perché incidono direttamente sul rischio di incidenti.
Le multe possono arrivare fino a circa 160 euro, a seconda della violazione contestata e degli aggiornamenti applicabili agli importi. Non si tratta quindi di una cifra automatica per ogni errore, ma di un tetto massimo per alcune condotte considerate pericolose.
Questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista o la lettura del verbale ricevuto.
Perché si parla di multe ai pedoni
Il principio di base è semplice: la strada è uno spazio condiviso. Chi guida ha obblighi pesanti, soprattutto verso utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti. Ma anche chi cammina deve rispettare regole minime di prudenza.
Il Codice della Strada, in particolare con le norme dedicate al comportamento dei pedoni, stabilisce dove camminare, come attraversare e quali comportamenti evitare. Il nuovo clima normativo punta a ridurre incidenti e comportamenti distratti, compresi quelli che sembrano banali.
Un pedone che attraversa con il rosso, compare tra due auto parcheggiate o si ferma sulla carreggiata crea un pericolo non solo per sé. Può costringere un conducente a frenare di colpo, provocare tamponamenti o mettere in difficoltà motociclisti e ciclisti.
Ecco perché si parla sempre più spesso di multe ai pedoni fino a 160€. Il messaggio è chiaro: il pedone resta un utente vulnerabile, ma non è esente da responsabilità.
Le regole principali per chi cammina in strada
Molte sanzioni nascono da errori quotidiani. Non sempre sono gesti clamorosi. Spesso sono abitudini prese con leggerezza.
Usare marciapiedi e spazi dedicati
Quando ci sono marciapiedi, banchine, viali o altri spazi riservati, il pedone deve usarli. Camminare sulla carreggiata senza motivo può essere contestato, soprattutto se crea intralcio o pericolo.
Se manca il marciapiede, la regola generale è camminare con prudenza sul margine della strada. Sulle strade a doppio senso, di norma si procede dal lato opposto al senso di marcia dei veicoli, così da vedere chi arriva.
Questa regola conta molto fuori dai centri abitati, dove le velocità sono più alte e la visibilità può essere ridotta.
Attraversare sulle strisce quando sono vicine
Il pedone deve usare gli attraversamenti pedonali, i sottopassi o i sovrappassi quando sono presenti nelle vicinanze. Se le strisce sono a breve distanza, ignorarle per tagliare la strada in un punto più comodo può portare a una multa.
Quando le strisce non ci sono, si può attraversare, ma non ovunque e non in qualunque modo. Bisogna farlo in modo perpendicolare alla carreggiata, scegliendo un punto visibile e senza creare pericolo.
In pratica, non basta pensare “passo veloce e faccio prima”. La domanda giusta è: chi guida può vedermi in tempo?
Rispettare semafori e segnali
Il rosso vale anche per i pedoni. Attraversare con il semaforo pedonale rosso è una violazione, anche se la strada sembra libera.
Il punto non è solo la presenza di auto in quel preciso istante. Il semaforo regola flussi diversi, tra veicoli, svolte, tram, bici e altri attraversamenti. Saltare il rosso significa rompere quel sistema di precedenze.
Lo stesso vale per la segnaletica temporanea, per esempio in presenza di cantieri, deviazioni o percorsi pedonali provvisori.
Non sostare sulla carreggiata
Il Codice vieta ai pedoni di fermarsi o indugiare sulla carreggiata senza motivo. Succede più spesso di quanto sembri: persone che parlano in mezzo alla strada, gruppi che restano sulle strisce, qualcuno che aspetta un passaggio occupando parte della corsia.
Anche qui conta il rischio concreto. Una strada non è un punto di sosta. È uno spazio di transito.
Evitare attraversamenti improvvisi o diagonali
Attraversare in diagonale agli incroci, correre tra le auto ferme o sbucare davanti a un autobus sono comportamenti pericolosi. Chi guida può avere la visuale coperta e non riuscire a reagire.
Una situazione tipica è quella del bus fermo alla fermata. Passare davanti al mezzo per attraversare subito espone al rischio di essere investiti da un veicolo che sorpassa o arriva dalla corsia accanto. La scelta più sicura è aspettare che il mezzo riparta o attraversare in un punto protetto.
Quando può scattare la multa fino a 160 euro
La sanzione non scatta perché una persona “cammina male”, ma perché viola una regola specifica. Gli importi possono variare in base alla norma contestata, agli aggiornamenti periodici e alle circostanze indicate nel verbale.
Le violazioni più comuni riguardano:
attraversamento con semaforo rosso;
mancato uso delle strisce quando sono vicine;
attraversamento improvviso o in diagonale;
camminata sulla carreggiata quando esiste un marciapiede;
sosta sulla strada senza necessità;
comportamento che crea intralcio o pericolo per la circolazione.
Il massimo di circa 160 euro riguarda le ipotesi più gravi o gli importi aggiornati delle sanzioni. Non significa che ogni pedone multato paghi quella cifra. In molti casi la somma può essere più bassa, e il pagamento entro i termini indicati nel verbale può prevedere riduzioni, se ammesse.
Il dato più importante è un altro: la multa serve a colpire condotte che aumentano il rischio di incidente. Non è pensata per punire chi inciampa, chi ha una difficoltà motoria o chi si trova in una situazione inevitabile.
Cosa cambia davvero con il nuovo codice della strada
La sensazione di novità nasce da tre fattori.
Il primo è l’aumento dell’attenzione verso tutti gli utenti della strada. Il nuovo codice della strada non guarda solo a chi guida auto e moto. Inserisce la sicurezza in un quadro più ampio, dove contano anche monopattini, biciclette, pedoni, trasporto pubblico e attraversamenti urbani.
Il secondo è il richiamo alla responsabilità individuale. Nessuno può comportarsi come se la strada fosse uno spazio privato. Il pedone ha precedenza in molti casi, ma la precedenza non autorizza gesti imprevedibili.
Il terzo è l’effetto deterrente delle sanzioni. Sapere che una multa può arrivare a una cifra significativa spinge a prestare più attenzione, soprattutto in città, vicino alle scuole, alle fermate dei mezzi pubblici e agli incroci regolati da semaforo.
Va chiarito un punto: le strisce pedonali restano un luogo protetto, e chi guida deve rallentare e fermarsi quando necessario. Le nuove regole non riducono i doveri degli automobilisti. Aggiungono, semmai, un messaggio parallelo: anche il pedone deve rendersi visibile, rispettare i segnali e attraversare in modo prevedibile.
Esempi pratici per evitare sanzioni e rischi
Per capire meglio, ecco alcune situazioni comuni.
Se una persona attraversa a pochi metri dalle strisce solo per accorciare il percorso, rischia una contestazione. La scelta corretta è raggiungere l’attraversamento, anche se richiede qualche passo in più.
Se il semaforo pedonale è rosso e non passa nessuno, attraversare resta una violazione. Il fatto che non ci siano veicoli visibili non cancella il divieto.
Se si cammina di sera su una strada senza marciapiede, bisogna mantenersi sul margine corretto e rendersi visibili il più possibile. Abiti chiari, torcia o elementi riflettenti possono fare la differenza, anche quando non sono espressamente richiesti in quel contesto.
Se si scende da un autobus, meglio non passare davanti al mezzo per attraversare. La visuale è ridotta e gli altri conducenti potrebbero non vedere il pedone.
Se si guarda il telefono mentre si attraversa, il rischio aumenta. Non sempre questo comportamento produce una multa da solo, ma può pesare nella valutazione della dinamica di un incidente o di una condotta imprudente.
Cosa fare se si riceve una multa da pedone
La prima cosa è leggere con calma il verbale. Deve indicare la norma violata, il luogo, l’orario, l’importo e le modalità di pagamento o ricorso.
Conviene controllare:
quale comportamento viene contestato;
se il luogo indicato è corretto;
se erano presenti strisce, semafori o segnali;
quali sono i termini per pagare in misura ridotta;
quali sono le opzioni per presentare ricorso.
Se la contestazione sembra sbagliata, si può valutare un ricorso secondo le modalità previste. In questi casi contano i dettagli: fotografie del luogo, presenza di segnaletica, eventuali testimoni e condizioni di visibilità.
Pagare subito può chiudere la questione, ma non è sempre la scelta migliore se si ritiene che la multa sia infondata. Al contrario, ignorare il verbale può far aumentare costi e problemi.
La regola più utile resta la prevedibilità
Camminare in città sembra l’azione più semplice del mondo, ma sulla strada ogni gesto comunica qualcosa a chi guida. Fermarsi prima di attraversare, guardare in entrambe le direzioni, usare le strisce e rispettare il semaforo rende il comportamento prevedibile.
Ed è proprio la prevedibilità a salvare vite.
Il nuovo codice non trasforma i pedoni in bersagli delle sanzioni. Ricorda però che la sicurezza stradale non dipende da una sola categoria. Auto, moto, biciclette, monopattini e pedoni condividono lo stesso spazio. Chiunque lo usi deve farlo con attenzione.
La prossima volta che attraversi di fretta fuori dalle strisce o con il rosso pedonale, il rischio non è solo una multa fino a 160 euro. Il rischio vero è mettere in difficoltà chi arriva e non avere il tempo di rimediare.














