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Riscatto del congedo per malattie oncologiche e invalidanti cosa prevede la circolare INPS 108

21 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min

Un periodo di cura può lasciare un vuoto anche nella posizione previdenziale. È il punto centrale della circolare INPS n. 108, che chiarisce come trattare ai fini pensionistici il congedo riconosciuto ai lavoratori con malattie oncologiche, invalidanti o croniche.


La misura riguarda un tema delicato: la tutela del posto di lavoro durante una fase di malattia seria e, allo stesso tempo, gli effetti che l’assenza può avere sulla futura pensione. Il congedo consente di sospendere l’attività lavorativa per un periodo prolungato, ma non sempre quel periodo è coperto da contribuzione. Per questo entra in gioco il riscatto.


Le indicazioni dell’INPS spiegano quando il periodo può essere recuperato ai fini pensionistici, chi può fare domanda e quali aspetti valutare prima di procedere.


Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un patronato, di un consulente previdenziale o dell’INPS sul singolo caso.

Che cos’è il congedo per malattie oncologiche e invalidanti


Il congedo è una tutela prevista per lavoratrici e lavoratori dipendenti, sia del settore privato sia del settore pubblico, affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche. La disciplina riconosce la possibilità di assentarsi dal lavoro, in modo continuativo o frazionato, entro i limiti fissati dalla legge.


La finalità è chiara: permettere alla persona di affrontare cure, terapie, riabilitazione o periodi di particolare fragilità senza perdere il rapporto di lavoro.


Il punto previdenziale, però, è meno immediato. Durante questo congedo il lavoratore non percepisce retribuzione, salvo diverse previsioni più favorevoli del contratto collettivo o dell’ordinamento applicabile. Di conseguenza, anche la contribuzione previdenziale non viene accreditata automaticamente come avviene per altre assenze tutelate.


Qui nasce il problema pratico: se il periodo resta scoperto, può pesare sia sul raggiungimento dei requisiti per la pensione sia sull’importo dell’assegno.


Cosa chiarisce la circolare INPS 108


La circolare INPS n. 108 interviene proprio sulla copertura previdenziale del congedo. Il messaggio principale è che il periodo fruito può essere riscattato ai fini pensionistici, secondo le regole applicabili alla gestione previdenziale di appartenenza.


In termini semplici, il lavoratore può chiedere che quel periodo venga valorizzato nella propria posizione assicurativa, versando un onere calcolato dall’INPS. Una volta perfezionato il riscatto, il periodo può essere utile:


  • per il diritto alla pensione, cioè per maturare l’anzianità contributiva richiesta;

  • per la misura della pensione, cioè per incidere sul calcolo dell’importo;

  • per evitare che l’assenza generi un buco contributivo nella carriera.


La circolare conferma quindi che il congedo non è neutro in automatico. Senza riscatto, quel periodo può non produrre effetti pensionistici. Con il riscatto, invece, può essere recuperato, ma a carico dell’interessato.


Chi può chiedere il riscatto


Il riscatto riguarda chi ha fruito del congedo previsto per malattie oncologiche, invalidanti o croniche e risulta iscritto a una gestione previdenziale INPS compatibile con l’operazione.


In linea generale, possono essere interessati:


  • lavoratori dipendenti del settore privato;

  • dipendenti pubblici iscritti alle gestioni previdenziali amministrate dall’INPS;

  • lavoratori che hanno un rapporto di lavoro sospeso per effetto del congedo e non coperto da contribuzione per quel periodo.


Il riscatto non serve, e di norma non è ammesso, quando il periodo è già coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa o da altro accredito utile. L’INPS verifica infatti che non ci siano sovrapposizioni.


Un esempio aiuta a capire.


Una lavoratrice dipendente fruisce di sei mesi di congedo non retribuito per una patologia oncologica. Se quei sei mesi non risultano coperti da contributi, potrà chiedere all’INPS di riscattarli. Se accetta l’onere e lo versa secondo le modalità indicate, quei mesi entreranno nella sua posizione pensionistica.


Diverso è il caso di un’assenza già coperta da indennità di malattia con contribuzione figurativa. In quel caso non si parla dello stesso meccanismo, perché non c’è un periodo scoperto da recuperare tramite riscatto.


Come funziona il riscatto ai fini della pensione


Il riscatto del congedo per malattie oncologiche e invalidanti non è un accredito gratuito. Il lavoratore presenta domanda e l’INPS calcola l’importo dovuto in base alle regole ordinarie dei riscatti pensionistici.


Il calcolo può cambiare in base a più fattori:


  • gestione previdenziale di iscrizione;

  • collocazione temporale del periodo da riscattare;

  • sistema di calcolo pensionistico applicabile, retributivo, misto o contributivo;

  • retribuzione o imponibile di riferimento;

  • durata del periodo da riscattare.


Per i periodi che rientrano nel sistema contributivo, il costo viene in genere calcolato applicando l’aliquota contributiva alla retribuzione di riferimento. Per i periodi legati al sistema retributivo o misto, possono entrare in gioco criteri diversi, come la riserva matematica. È l’INPS, dopo la domanda, a determinare l’onere esatto.


Il lavoratore non è obbligato ad accettare. La domanda permette di ottenere il provvedimento con l’importo richiesto. Solo il pagamento, nei termini e nelle modalità indicate, perfeziona il riscatto.


Domanda all’INPS e documenti da preparare


La richiesta va presentata attraverso i canali INPS. Di norma, le strade possibili sono:


  • servizio online sul portale INPS, con accesso tramite SPID, CIE o CNS;

  • patronato;

  • contact center, quando il servizio è disponibile per la specifica pratica.


Prima di presentare la domanda conviene raccogliere la documentazione utile. Possono essere richiesti o comunque necessari:


  • dati del rapporto di lavoro;

  • periodo esatto di congedo fruito;

  • provvedimento o comunicazione del datore di lavoro relativa al congedo;

  • eventuale documentazione sanitaria richiesta dalla normativa, nel rispetto delle regole sulla riservatezza;

  • elementi utili a provare che il periodo non è già coperto da contribuzione.


Nel caso dei dipendenti pubblici, può essere necessario il coordinamento con l’amministrazione di appartenenza, soprattutto per la certificazione dei periodi e per la corretta esposizione nella posizione assicurativa.


Chi ha più gestioni previdenziali, carriere discontinue o periodi già oggetto di ricongiunzione, cumulo o totalizzazione dovrebbe fare una verifica preventiva. Il riscatto può essere utile, ma va inserito nel quadro complessivo della carriera contributiva.


Perché il riscatto può essere conveniente


La convenienza non è uguale per tutti. Dipende da età, anni di contributi, sistema di calcolo della pensione, costo richiesto e obiettivo personale.


Il riscatto può avere senso quando consente di:


  • raggiungere prima un requisito contributivo;

  • evitare di rinviare la data di pensionamento;

  • aumentare l’importo della pensione;

  • coprire un periodo lungo che altrimenti resterebbe vuoto;

  • sistemare una posizione assicurativa frammentata.


Può essere meno conveniente se il costo è molto alto rispetto al beneficio atteso, oppure se il periodo non incide davvero sulla data di pensionamento e produce un aumento limitato dell’assegno.


Per questo non basta sapere che il riscatto è possibile. Serve capire quanto costa e che effetto produce. Il modo più prudente è chiedere una simulazione o farsi assistere da un patronato, soprattutto quando mancano pochi anni alla pensione.


Il congedo non va confuso con altre assenze tutelate


La circolare INPS 108 riguarda il riscatto del periodo di congedo specifico per patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Non va confuso con altre tutele che hanno regole diverse.


Misura

Effetto previdenziale in sintesi

Congedo per malattie oncologiche, invalidanti o croniche

Può lasciare periodi non coperti, riscattabili secondo le indicazioni INPS

Malattia ordinaria del lavoratore dipendente

Può essere coperta da contribuzione figurativa entro i limiti previsti

Congedo straordinario per assistenza a familiari con disabilità grave

Ha una disciplina propria, con copertura figurativa nei limiti stabiliti

Permessi retribuiti per legge 104

Sono generalmente coperti perché retribuiti e tutelati secondo regole specifiche

Aspettativa non retribuita per motivi personali

Può non avere copertura, salvo casi particolari e strumenti previsti dalla legge


Questa distinzione è decisiva. Due assenze dal lavoro possono sembrare simili nella vita quotidiana, ma produrre effetti molto diversi sulla pensione.


Cosa fare prima di presentare domanda


Prima di chiedere il riscatto, conviene fare tre controlli.


Il primo riguarda l’estratto conto contributivo. Il lavoratore dovrebbe verificare se il periodo di congedo risulta già presente, assente o indicato in modo non chiaro.


Il secondo riguarda la durata effettiva del congedo. Anche pochi mesi possono pesare, ma l’impatto cambia molto se si parla di un periodo breve o di un’assenza vicina al limite massimo previsto.


Il terzo riguarda l’obiettivo pensionistico. Se il riscatto serve per raggiungere un requisito, può avere un valore concreto. Se serve solo ad aumentare l’importo, va confrontato il costo con il beneficio atteso.


Una valutazione utile può seguire questa traccia:


  • controllare l’estratto conto sul sito INPS;

  • individuare i periodi scoperti;

  • verificare con il datore di lavoro la corretta registrazione del congedo;

  • presentare domanda di riscatto o chiedere assistenza a un patronato;

  • attendere il calcolo dell’onere;

  • decidere se pagare o rinunciare.


Il chiarimento dell’INPS offre una possibilità importante: non lasciare che un periodo di cura diventi automaticamente una perdita previdenziale. La scelta, però, richiede numeri alla mano. Il passo più utile è verificare subito la propria posizione contributiva e capire se il riscatto del congedo può davvero incidere sulla futura pensione.


 
 
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